AUTOSNODATO: motrice più rimorchio!

Figurino di una brochure Viberti che mostra la disposizione degli interni in un autosnodato da 18mt
Figurino di una brochure Viberti che mostra la disposizione degli interni in un autosnodato da 18mt

ANNI '50: nascono i BRUCHI!

Fino agli anni '50 per aumentare la possibilità di trasporto degli autobus ci si affidava all'uso di rimorchi separati da agganciare all'autobus che quindi si trasformava in motrice. Logicamente con questo sistema non era possibile da parte dell'autista controllare le condizioni di carico dei passeggeri sul rimorchio in quanto esso era un unità a se independente a traino della motrice. In questo complesso c'era un solo vantaggio: quando non era necessaria grande capacità di carico, era possibile scindere motrice e rimorchio e procedere con la sola motrice Risparmiando carburante ed usura (soprattutto dei pneumatici del rimorchio)

Ma quando le richieste di trasporto crebbero, fu necessario pensare a dei complessi che si facessero carico delle esigenze maggiori. In principio si costruirono motrice + rimorchiata con intercomunicante a mantice simile a quello tra i vagoni ferroviari. Nasceva così l'autosnodato inscindibile. Ma la soluzione definitiva arrivò ad inizio anni '50 quando alcuni costruttori pioneristici come Viberti inventarono l'autosnodato ad AMBIENTE UNICO. In pratica si trattava di un autobus intero privato della chiusura di coda unito a 4/5 di un altro privo di frontale. Si ottenne così il raddoppio della capacità di trasporto persone, in un ambiente luminoso senza soluzione di continuità. Il tutto fu possibile grazie ad alcuni dispositivi innovativi tipo il SNODO SFERICO di collegamento tra motrice e rimorchio e il sistema a VOLTA CORRETTA per la sterzata del rimorchio. La forma particolare e soprattutto i soffietti dello snodo fanno sì che le persone identifichino simpaticamente gli autosnodati in "bruchi" o "lombriconi".

OGGI LO CHIAMIAMO UNIBALL!

Da catalogo ricambi Viberti: immagine dello Snodo sferico assemblato.
Da catalogo ricambi Viberti: immagine dello Snodo sferico assemblato.

SNODO SFERICO D'ARTICOLAZIONE

Lo snodo sferico è quella parte strutturale che consente di mantenere indissolubilmente collegati tra loro il tronco traente del bus ed il suo relativo tronco rimorchiato. La particolare forma del giunto consente ogni tipo di movimento: sul piano orizzontale, verticale, trasversale, inclinato. La motrice può muoversi in maniera totalmente differente rispetto al rimorchio. E' compito dello snodo fare in modo di mantenere il complesso unito ma consentendo indipendenza di movimento tra le due parti.

Lo snodo sferico si trova  in un prolungamento del Monotral della motrice. La parte concava dello snodo è solidale al telaio motore. Il rimorchio invece è poggiato e sospeso alla motrice sulla quale fa gravare parte del suo peso tramite appunto il PERNO SFERICO che va lavorare nella parte concava del giunto. L'interazione tra i due elementi del giunto permette il movimento in ogni direzione.

LA GIOSTRA DEL BRUCO!

Vista in trasparenza della ralla dove si vedono le carrucole che permettono la sua rotazione
Vista in trasparenza della ralla dove si vedono le carrucole che permettono la sua rotazione
Il vetrino nello snodo a me tanto caro da bambino (dal quale guardavo il panorama esterno). Notare i soffietti in tessuto impermeabile ormai inservibili e accasciati all'interno del Cv10
Il vetrino nello snodo a me tanto caro da bambino (dal quale guardavo il panorama esterno). Notare i soffietti in tessuto impermeabile ormai inservibili e accasciati all'interno del Cv10

TRA MOTRICE E RIMORCHIO: UNA RALLA


Per costruire un unico ambiente dalla cima alla coda dell'autobus era necessario costruire un dispositivo che si muovesse insieme ai due tronconi mantenendo il piano di calpestìo sempre uniforme. Era la ralla centrale, famigliarmente conosciuta come "giostra".

Un ambiente unico ha semplificato la struttura dell'autobus rendendo tutto uniforme dal davanti al dietro. Ma l'ha complicata dal lato meccanico in quanto il marchingegno che unisce motrice e rimorchiata non è per niente semplice da costruire (e neanche da capire come funziona).

Semplificando al massimo: si può dire che la zona centrale dell'autosnodato è vincolata al movimento del tronco rimorchiato da una coppia di carrucole su cui scorre una fune che ruota intorno a due gole a mezzaluna. Una di grosse dimensioni è fissata al pavimento della giostra. L'altra di metà dimensioni della prima è rigidamente saldata al telaio del rimorchio. Quando il rimorchio crea un angolo con la motrice durante una curva, la fune che è chiusa ad anello sulle due gole tende a scorrere sulle carrucole per effetto del movimento della gola piccola. Ma essendo vincolata alla piattaforma  da una gola più grossa del doppio di quella del rimorchio fa metà rotazione rispetto al tronco del rimorchio. Quindi se tra motrice e rimorchio si crea un angolo di 20 gradi, la ralla ruoterà di 10 gradi (che è l'equivalente della bisettrice dell'angolo tra motrice e rimorchio). Questo sistema consente di avere l'ambiente passeggeri sempre unito e regolarmente comunicante. Senza ingombri o restrizioni.

La ralla è divisa in 4 settori diversi. Due grandi vincolati alle rispettive sezioni di telaio (motrice o rimorchio). Quelle piccole invece sono vincolate all'arco di tetto che compone lo snodo dove c'è il "vetrino dei bambini" e a cui sono avvitati i soffietti di gomma. Il sistema è tenuto insieme da alcuni tiranti e si muove su dei rulli perimetrali che consentono la rotazione e il movimento vincolato ai due telai.

L'unione esterna tra motrice e rimorchio è fatta da due soffietti di gomma flessibile ed elastici che possono dilatarsi o contrarsi secondo la marcia del bus.

Prova di funzionamento del gruppo spie appena restaurato.
Prova di funzionamento del gruppo spie appena restaurato.

PERICOLO! Angolo di sterzo troppo elevato!

Il Viberti Autosnodato era dotato dalla fabbrica di un sistema ottico-acustico che avvisava il conducente in caso di angolo di sterzo troppo elevato e pericoloso per l'integrità dello snodo sferico.

Il sistema era semplice: cerano due interruttori disposti sul prolungamento del telaio della motrice in prossimità del perno dello snodo. Uno a destra, l'altro a sinistra. I due interruttori sono azionati da due catenelle vincolate tramite molle al telaio del rimorchio. Quando l'angolo tra motrice e rimorchio si avvicinava al massimo di 34 gradi la catenella corrispontente si tendeva azionando l'interruttore. Che attraverso un ronzatore e una spia avvisava l'autista dell'imminente pericolo. Questo dispositivo era molto utile in caso di retromarcia, quando il terzo asse sterzante amplificava notevolmente la svolta del rimorchio

18mt CHE STERZANO COME 10!

Dal libretto uso e manutenzione della Viberti si vede un figurino che mostra come la sterzata del terzo asse permetta al rimorchio di percorrere lo stesso raggio di curvatura del secondo asse della motrice
Dal libretto uso e manutenzione della Viberti si vede un figurino che mostra come la sterzata del terzo asse permetta al rimorchio di percorrere lo stesso raggio di curvatura del secondo asse della motrice

BREVETTO VIBERTI

VOLTA CORRETTA: un brevetto Viberti. Così recitavano le pubblicità dell'epoca.

Questo sistema consente di far sterare le ruote del rimorchio in modo che esse possano coprire lo stesso raggio di curvatura delle ruote dell'asse posteriore della motrice (secondo asse). Perchè complicare il sistema in questo modo anzichè tenere il terzo asse fisso?

Il terzo asse fisso avrebbe comportato un ingombro in curva maggiore, in quanto essendo trainato il rimorchio percorrerebbe un arco di curva minore rispetto alla motrice. 

La volta corretta invece permette al terzo asse di sterzare e fa "traslare" la coda in modo che dove gira un autobus da 10mt di lunghezza possa anche girarci un Viberti da 18. 

Il dispositivo è prettamente meccanico ma è particolare. A differenza di quanto credono molte persone NON è comandato dallo sterzo del primo asse (quindi dal conducente) ma è comandato in AUTOMATICO da una barra di sterzo che parte dalla protuberanza del telaio della motrice in prossimità dello snodo sferico. Quando la motrice piega per curvare, tira o spinge una serie di barre di sterzo che fanno sterzare le ruote del rimorchio al CONTRARIO rispetto alla motrice. Se la motrice ha ruote sterzate a destra, il rimorchio sterza a sinistra in proporzione all'angolo che si crea tra motrice e rimorchio.

Le ruote del rimorchio sono gemellate, quindi sull'asse ci sono montati 4 pneumatici.

VIETATO SERPEGGIARE!

Da catalogo ricambi Viberti, il complessivo dell'antiserpeggiamento. Brevetto Viberti
Da catalogo ricambi Viberti, il complessivo dell'antiserpeggiamento. Brevetto Viberti

PERFETTAMENTE DRITTO!

Un ulteriore dispositivo di brevetto Viberti equipaggia il rimorchio dell'autosnodato Re Gino: è l'ANTISERPEGGIAMENTO.

Si tratta di un meccanismo che permette alle ruote del rimorchio di rimanere perfettamente dritte e parallele durante la marcia in rettilineo, andando a recuperare, tramite alcune molle al suo interno, parte del gioco e dell'usura che subiscono gli organi di sterzo durante la loro vita.

Il dispositivo è fissato al telaio  nella parte centrale e ai lati è collegato ai due perni di sterzo di ciascun gruppo ruota. Quando la barra di sterzo spinge o tira per far sterzare le ruote  vince il contrasto delle molle interne e avviene la sterzata. Ma in posizione di rettilineo le molle interne vincolano con la loro forza le ruote nella posizione dritta evitando che il rimorchio e soprattutto la coda possano sbandare o oscillare in rettilineo.

La moltitudine di parti che compongono il dispositivo. Da catalogo ricambi Viberti
La moltitudine di parti che compongono il dispositivo. Da catalogo ricambi Viberti

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE! Iscriviti!